Dopo più di trent'anni, nell'ambito di "Maggio in fiore", il Comune di Bologna torna a occuparsi dello spazio verde che aveva realizzato per la prima edizione della manifestazione: il piccolo ma significativo giardino intitolato a Grazia Deledda situato in fregio alla cattedrale.
Alla rassegna cervese era allora abbinato un concorso e furono proprio i giardinieri bolognesi ad aggiudicarsi il primo premio: "Più bella di tutte l'aiuola di Bologna" titolava in proposito l'Unità del 28 maggio 1972. Da quegli anni il giardinetto è stato sottoposto a vari interventi e dell'originaria sistemazione restano alcuni esemplari arborei ormai adulti e qualche rigogliosa macchia arbustiva, che ancora contribuiscono a renderlo particolarmente gradevole.
LA CATTEDRALE
La nuova progettazione dello spazio verde si è così ispirata sia alla ricca dotazione vegetale esistente sia alla matrice storica che permea il centro della città, con particolare riferimento alla piazza Garibaldi, sulla quale si affacciano la cattedrale e il palazzo comunale. L'ampio slargo, che per quasi tutto l'anno è il cuore della vita cittadina, durante l'estate vive una sorta di stasi rispetto all'affollata spiaggia e tra gli alberi che ombreggiano il giardino si respira un'atmosfera di particolare quiete e rilassatezza, in forte antitesi con il frenetico turismo balneare che investe la Riviera romagnola.
Le linee semplici che caratterizzano la cattedrale seicentesca, mai completata con il previsto rivestimento in marmo per mancanza di fondi, hanno ispirato il richiamo ad alcuni elementi dei giardini monastici. Da qui è nata soprattutto l'idea di creare un piccolo spazio delimitato e suddiviso da graticci di vimini che disegnano alcune parcelle di modesta estensione, all'interno delle quali trovano posto erbe officinali e aromatiche. Un piccolo angolo dei profumi e degli aromi in qualche misura assimilabile agli orti che, in passato, caratterizzavano gli spazi conventuali. A specie largamente impiegate nella farmacopea popolare, come la melissa, dalle note proprietà calmanti, sono state abbinate essenze da sempre largamente impiegate in cucina, come rosmarino, timo, prezzemolo e salvia, e altre, come menta e lavanda, la cui caratteristica saliente è da ricercare nell'aroma che si sprigiona dai fiori o dalle foglie.
A fare da sfondo al piccolo orto risaltano arbusti in parte già presenti e in parte di nuova introduzione: una breve quinta di melograni e alcuni agnocasti (il nome si deve alle proprietà anafrodisiache un tempo attribuite alla pianta). Il progetto di rinnovo del giardino ha puntato anche ai colori, attraverso le copiose fioriture scalari di alcune specie erbacee in prevalenza esotiche: bordure con macchie di tagete di colore giallo e arancione che si alternano a chiazze di Ageratum dai fiori blu intenso e macchie di begonie variabili dal bianco al rosa che si fondono con formazioni di Impatiens e Coleus. Nelle zone più ombreggiate è stata largamente impiegata l'edera tappezzante abbinata a un'erbacea annuale, la torrenia, riconoscibile per i fusti carnosi che, per tutta l'estate e parte dell'autunno, si ricoprono di delicati fiori blu che risaltano nel verde brillante del fogliame.
Tra le altre specie erbacee impiegate meritano di essere citate Canna indica, dagli appariscenti fiori estivi e Clorophytum, utilizzato per realizzare bordure nella zona del giardino attrezzata con piazzole di sosta.
Un'ultima curiosità è l'aiuola contigua alla navata della cattedrale, che prospetta direttamente sulla piazza, dove nel 1972 erano state messe a dimora specie botaniche che rimandano alla flora dell'Appennino emiliano-romagnolo, come faggio, tasso e agrifoglio. All'ombra di queste piante sono stati adesso posizionati i ceppi di alcuni esemplari arborei schiantati dai violenti eventi meteorologici che hanno colpito Bologna nel corso del 2004. In attesa di essere estirpati, i ceppi vennero scolpiti da un artista polacco che ne ha ricavato singolari sculture a forma di fungo. Alcuni di questi grandi e originali funghi sono tuttora presenti in alcuni spazi verdi bolognesi e continuano ad attirare l'attenzione dei frequentatori dei parchi e dei giardini della città.