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FORLIMPOPOLI


Il nome di Forlimpopoli è di chiara origine romana (Forum  Popilii) e deriva molto probabilmente da quello del console Publio Popilio Lenate, che avrebbe fondato la città  nel 132  a.C..

Storia 

Il territorio di Forlimpopoli fu abitato sin dal paleolitico  inferiore, come testimoniano alcuni manufatti di selce trovati in anni  recenti; si tratta di ciottoli scheggiati, simili a quelli del più  famoso giacimento di Monte Poggiolo (Forlì) e  fabbricati da individui appartenenti al gruppo dell’Homo  erectus, circa 700 mila anni fa. In epoca protostorica il  territorio fu percorso e abitato da genti dell’età del bronzo e successivamente sia dagli Umbri, che  scendevano dall’Appennino, sia dai Galli  provenienti dalla Pianura Padana. Nel  territorio forlimpopolese sono ancora oggi visibili tracce di tre  successive centuriazioni, che testimoniano l’opera di bonifica agraria e  di colonizzazione della pianura da parte dei Romani; certamente  l’antica via Emilia costituiva l’asse fondamentale del reticolato  urbano della città romana. Nel I secolo a.C. Forum Popili divenne  un municipium al centro di un vasto territorio confinante con quelli di  Caesena, Forum  Livii (Forlì), Mevaniola  e Sarsina  e nei primi secoli dell’epoca imperiale registrò un forte sviluppo  economico, grazie alle attività agricole e alla presenza di fornaci che  producevano anfore vinarie di foggia particolare, che giungevano in  diversi porti mediterranei. La ricchezza di Forum Popili derivava  anche dalla vicinanza con il porto ravennate di Classe, dal quale  arrivavano merci e idee provenienti anche dall’oriente, come dimostra la  scoperta di una lastra del I sec. d.C. dedicata a Fullonia Tertulla,  sacerdotessa di Iside. A partire dal III secolo ebbe inizio una  decadenza economica della città, che si protrasse per tutto l’Alto  Medioevo, durante il quale la pianura fu sommersa da disastrose  inondazioni e ampie zone coltivate furono abbandonate dagli agricoltori.  In questo periodo la cittadina entrò a far parte dell’Esarcato di  Ravenna ed ebbe il suo primo vescovo nel V secolo, l’ateniese Rufillo, sul cui sepolcro sorse, appena fuori  dell’abitato, un’abbazia benedettina. Nel VII secolo, come scrive Paolo  Diacono, Forlimpopoli fu devastata dall’esercito del re longobardo  Grimoaldo e nel secolo seguente passò sotto il dominio della Chiesa. Nel  Basso Medioevo la città registrò una rinascita, testimoniata dalla  costruzione di una nuova zona urbanizzata, la Civitas Nova, e dalla  conquista dell’autonomia comunale: documenti dell’epoca ci informano  della presenza a Forlimpopoli di consoli e successivamente di un  podestà. Ma nel secolo XIII la cittadina entrò nell’orbita della  famiglia degli Ordelaffi che da Forlì  cercava di estendere la sua influenza sulla Romagna. L’azione degli  Ordelaffi fu contrastata dalla Chiesa che riconquistò il territorio  grazie all’energica azione del cardinale Albornoz il quale, nel 1361, ordinò  la distruzione di Forlimpopoli rimasta fedele ai signori di Forlì.

Dieci anni dopo un documento dell’epoca ci riferisce che l’antica  cittadina non esisteva praticamente più, la sede vescovile era stata  trasferita a Bertinoro e al posto della cattedrale distrutta  era stata costruita una fortezza chiamata Salvaterra, l’attuale Rocca.

Rocca Albornoziana

Pochi anni dopo Sinibaldo Ordelaffi, fatta la pace con la Chiesa, fece  risorgere Forlimpopoli, con la costruzione di mura cittadine. Nei secoli  XV e XVI Forlimpopoli fu posseduta da diversi signori, tra i quali Caterina Sforza e Cesare  Borgia. Nel 1535 la città fu concessa dal Papa, come feudo  perpetuo, ad Antonello  Zampeschi, alla cui morte successe Brunoro II Zampeschi, che divenne un valoroso  condottiero al servizio di Venezia,  del papa, del duca di Savoia e del re di Francia.

Dal 1592 la Rocca passò ai principi Savelli,  che rilevarono i beni degli Zampeschi,  e quindi al cardinale Capponi. La successione della famiglia va  identificata e riferita al figlio naturale di Antonello Zampeschi:  Organtino il Gamorano (o Gammarano). Dopo la parentesi napoleonica,  Forlimpopoli tornò sotto il governo pontificio. Durante il Risorgimento  la cittadina partecipò attivamente ai moti liberali, in particolare a  quelli del 1831. Nel 1851 fu saccheggiata dalla banda del famigerato Stefano Pelloni, detto il "Passatore"; tra le vittime della rapina anche il  padre di Pellegrino Artusi, futuro autore  dell’opera "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene". Alla fine  dell’Ottocento fu istituita una Scuola Magistrale nella quale studiò e  si diplomò (nel 1901)  il giovane Benito Mussolini. Durante la seconda guerra  mondiale Forlimpopoli fu gravemente danneggiata dal passaggio del  fronte e diversi suoi abitanti parteciparono alla Resistenza, fino alla liberazione della  città, avvenuta il 25 ottobre dell’anno 1944. Ha dato i natali ad Antonio Stanghellini (1931-1964), fisico teorico di  fama internazionale presso il C.E.R.N. di Ginevra, l’Università di Bari e  l'Università di Bologna.

Forlimpopoli con la Festa Artusiana si trasforma ogni anno, a fine  giugno, nella capitale del mangiar bene e della cultura gastronomica,  anche grazie alla collaborazione di Casa Artusi, il primo centro di  cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica, inaugurato il 23  Giugno 2007.

 




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