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La Salina di Cervia


Il Parco della Salina



La Salina di Cervia,  porta di accesso a sud e stazione del Parco Regionale del Delta del Po, è  considerata un ambiente di elevatissimo interesse naturalistico e  paesaggistico, tanto da essere stata inserita come Zona Umida di  Importanza Internazionale nella convenzione di Ramsar. Dal 1979 è  divenuta Riserva Naturale dello Stato di popolamento animale. Dal punto  di vista avifaunistico e botanico, l'ambiente delle saline è di  straordinaria bellezza e suggestione: popolato da specie rare come i  Fenicotteri, i Cavalieri d'Italia, le Avocette e altre specie protette  ed è un punto di riferimento per i visitatori sensibili agli aspetti  ambientali.

Un ambiente naturale come quello delle Saline di Cervia che seleziona  e specializza una flora  ed una fauna  adattata a sopravvivere in condizioni estreme, non ha uguali come  estensione nell'alto adriatico, se si considera la profondità dell'acqua  che prevalentemente non supera i pochi centimetri, l'alta  concentrazione di sale (oltre il 150%) che permette la sopravvivenza di  particolari forme di vita, perfettamente inserite in un unico  ecosistema.

 

La Salina di Cervia

 

Le saline di Cervia si estendono su una superficie di 827 ettari, a  1600 metri di distanza dal mare. Sono abbracciate da un canale  perimetrale lungo Km 14,200 e percorse al loro interno da una rete di  vari altri canali per uno sviluppo complessivo di oltre 46 chilometri.
Dal  1959 il sistema di lavorazione industriale a raccolta unica ha  sostituito il precedente sistema artigianale a raccolta multipla. Le 144  piccole saline allora in funzione, sono state sostituite da una decina  di grandi bacini.
Dopo un periodo di inattività della durata di 4  anni (dal 1999 al 2002) e dopo il passaggio gestionale della salina alla  Società Parco della Salina di Cervia, nell'estate del 2003 si è ripresa  la produzione che ora si attesta sui 50.000 quintali annui.
Il  metodo di lavorazione attualmente in uso viene chiamato "per bacini  differenziati" o più semplicemente "alla francese" e consiste nel  separare i numerosi sali dell'acqua marina al fine di ricavare cloruro  di sodio il più possibile puro.
L'avvio della campagna salifera ha  inizio con lo svuotamento, alla fine dell'inverno, dei bacini dalle  acque piovane raccoltesi nei mesi freddi. Verso i primi di aprile, in un  giorno in cui la salinità è particolarmente elevata, l'acqua viene  immessa dal mare Una parte dell'acqua riempie le vasche deposito, la  rimanente comincia il suo giro e viene pompata nelle vasche di  evaporazione. Grazie al naturale processo dell'evaporazione, l'acqua  marina si concentra e inizia a depositare i metalli pesanti ed i sali  meno solubili (i carbonati). Successivamente si depongono i solfati nei  cosiddetti bacini di terza evaporazione. A questo punto l'acqua viene  portata nei bacini di quarta evaporazione che "servono" i bacini  salanti, i quali misurano 1200 metri di lunghezza per 160 di larghezza  dove si deposita alla fine dell'estate il cloruro di sodio. In queste  condizioni la salinità è maggiore di 7-8 volte quella del mare.
La  raccolta del sale si effettua alla fine del mese di Agosto, con un  apposito macchinario che avanza su dei rulli metallici sulla crosta di  sale di un bacino salante. Il sale viene poi trasportato nel piazzale al  centro dello stabilimento con un piccolo treno con dei vagoncini della  portata di circa 20 quintali ciascuno, per essere accumulato in attesa  del lavaggio e del successivo confezionamento.

 

La Salina  Camillone

La Salina  "Camillone" è l'unica superstite delle circa 150 saline a raccolta  multipla cancellate con l'avvento della lavorazione secondo il metodo  industriale nel 1959.
È di piccola estensione, con una superficie  evaporante di mq. 21.181 ed una superficie salante di mq. 2.650.
Ancora  in funzione, grazie all'attività volontaria svolta dal Gruppo Culturale  Civiltà Salinara, produce annualmente circa 1000 quintali di sale di  qualità elevatissima. La raccolta avviene da giugno a settembre, in  condizioni ottimali due volte alla settimana.
Vengono utilizzati gli  attrezzi da lavoro tradizionali; oltre a questi, è possibile vedere  presso la "Camillone" le barche di ferro (burchielle) con cui veniva  trasportato il sale lungo i canali fino ai magazzini e le garitte un  tempo occupate dalle guardie di finanza.
Oltre che per l'attività  estrattiva, la Salina Camillone è utilizzata con finalità turistiche,  didattiche, culturali, rappresentando una sorta di museo del sale  all'aperto unico in Italia.

 

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